I 10 passisti più forti della storia del ciclismo

La storia del ciclismo non è fatta solo di salite e non sempre sono stati gli scalatori i protagonisti delle imprese più emozionanti. Gli uomini che hanno fatto battere i cuori degli appassionati, a volte, sono stati quelli più potenti, quelli dal passo costante: uomini spesso impegnati in imprese solitarie, durante le quali si trovavano soli con se stessi, mentre cercavano di non farsi vincere dalla fatica, dal dolore nelle gambe e, in ultimo, dagli avversari. Questi uomini sono i cosiddetti grandi “passisti”. Alcuni di loro sono riusciti in imprese impensabili per il loro fisico, altri sono stati la massima espressione della potenza nel ciclismo, altri ancora sono stati semplicemente atleti con una classe unica, e tutti sono stati dei vincenti. Noi abbiamo voluto stilare una classifica dei dieci migliori della storia, anche se ci è risultato difficile e quasi sacrilego paragonare alcuni di questi mostri sacri. Abbiamo fatto del nostro meglio per farvi conoscere i 10 passisti più forti della storia del ciclismo.

 10)  Learco Guerra Soprannominato dai giornalisti dell’epoca “La locomotiva umana”, basterebbe questo per far capire di che pasta era fatto questo corridore lombardo. Dominò corse su corse durante gli anni 30, aggiudicandosi 83 gare tra le quali un Campionato del mondo nel 1931, una Milano-Sanremo nel 1933 e un Giro di Lombardia nel 1934. Nello stesso anno si aggiudicò il Giro d’Italia, evento unico per un corridore del suo tipo, fortissimo in pianura ma un po’ carente nelle lunghe salite.

 9)  Rudi Altig Eccellente corridore su strada e straordinario su pista: Altig vinse in carriera quasi 100 gare tra cui una Milano-Sanremo, un Mondiale in linea ed una Vuelta Espana. E’ stato probabilmente il miglior ciclista tedesco di sempre, grazie alla sua capacità di vincere su ogni terreno ed alla sua formidabile resistenza in pianura. L’episodio più curioso della carriera avvenne sicuramente durante il Trofeo Baracchi del 1962, vinto in coppia con Jacques Anquetil. Il suo compagno andò in crisi negli ultimi chilometri e il tedesco fu costretto a spingerlo fino al traguardo per raggiungere la vittoria.

 

 8)  Sir Bradley Wiggins Un corridore presente in questa lista più per le potenzialità dimostrate che per le vittorie tout court. Seppure l’affermazione in un Tour de France e in un mondiale a cronometro formino un palmares tutt’altro che povero, un atleta con le potenzialità e la personalità di Sir Bradley avrebbe potuto ambire a traguardi più alti. D’altro canto, l’eccentrico Wiggins non ha mai nascosto il suo amore più grande, ovvero la pista, e proprio lungo i 250m dell’anello egli ha vinto praticamente tutto quello che poteva vincere: parliamo di sei mondiali su pista tra le varie specialità e quattro medaglie d’oro olimpiche. 

7)  Rik Van Looy Questo grande ciclista belga fu dominatore delle classiche a cavallo tra gli anni ’50 e ’60, ma vinse anche numerose frazioni nei grandi Giri, riuscendo a conquistare alla fine della sua carriera un totale di 371 successi e raggiungendo un record assoluto per questi tempi (battuto successivamente solo dal cannibale Eddy Merckx). “L’imperatore di Herentals” vinse due mondiali consecutivi nel 1960 e 1961, e proprio il 1961 fu il suo anno di grazia, nel quale riuscì ad andare a podio in tutte le classiche monumento ad eccezione del Giro di Lombardia, durante il quale fu costretto al ritiro. Caso anomalo per un passista del suo calibro, non eccelse mai nelle corse a cronometro: in questo tipo di gare infatti non riuscì mai ad ottenere una vittoria.

 

 6)  Miguel Indurain Un corridore alto e possente, 188 cm per 80 kg, ma che nonostante l’aspetto non proprio da corridore da corse a tappe è riuscito a conquistare due Giri d’Italia ed ha praticamente monopolizzato il Tour de France durante il primo lustro degli anni 90. Ciò soprattutto grazie a doti da passista e cronoman formidabili: nelle lunghe cronometro dell’epoca, infatti, ”Miguelon” era in grado di infliggere distacchi abissali agli avversari per poi rimanere attaccato alle loro ruote durante le impervie tappe di montagna, portando così a casa il successo finale.

 

 5)  Fausto Coppi Un nome che è divenuto sinonimo di superiorità schiacciante, uno dei corridori più forti di tutti i tempi. Il Campionissimo era noto per essere un ciclista completo: grande scalatore ma anche formidabile passista, il suo fisico longilineo e armonioso, oltre a valergli il soprannome di “Airone”, era l’ideale per andare forte a cronometro e per mantenere alte velocità in pianura. Tutto questo gli ha permesso di conquistare non solo le più importanti corse a tappe, ma anche le più prestigiose corse di un giorno e numerosi allori su pista. Tra le tante soddisfazioni della sua carriera ci fu anche la realizzazione del record dell’ora, quasi servisse una certificazione delle sue strepitose doti di passista.

 

 4) Francesco Moser Forse il miglior cronoman italiano di sempre. Ha saputo essere protagonista sia nelle corse di un giorno che nei GT, principalmente al Giro d’Italia. Nel 1984, dopo aver migliorato per ben due volte nel giro di quattro giorni il record dell’ora, fino a quel punto appartenuto ad un mostro sacro come Eddy Merckx, conquista anche la vittoria al Giro d’Italia in un finale “thrilling”: il giorno della cronometro finale di 42km Moser ha un ritardo 1’:21’’ da Fignon, ma all’arrivo nell’arena di Verona riesce a infliggere al francese un distacco di 2’:24’’, aggiudicandosi la Maglia rosa. In entrambe queste occasioni, Moser si avvalse dell’aiuto della tecnologia, usando ruote lenticolari e materiali speciali. In questo senso, il corridore trentino è stato un pioniere moderno del ciclismo.

 

 3)  Fabian Cancellara “Il diretto di Berna”, un ciclista dalla potenza mostruosa. Per dare solo qualche numero egli è in grado di produrre “sparate” di circa 2km attorno ai 470 watt. Ha saputo vincere le grandi classiche nelle maniere più disparate e negli ultimi anni è stato protagonista, anche quando non ha vinto, di tutte le gare della prima parte di stagione (nonostante risulti sempre il corridore più “controllato” dal resto del gruppo). Inoltre, ha vinto sette medaglie nella prova a cronometro dei mondiali, e dal 2006 al 2010 ha fatto diventare questa gara una corsa al secondo posto, monopolizzando il gradino più alto del podio con l’unica eccezione dell’edizione di Varese 2008 alla quale non ha preso parte. 

2)  Jacques Anquetil E’ stato uno dei più grandi corridori del suo tempo e tra i più grandi della Storia. Primo di una schiera ristretta di campioni ad essersi imposto in tutti e tre i grandi Giri, vinti grazie a prestazioni incredibili nelle cronometro e amministrando il proprio vantaggio in maniera tatticamente perfetta nelle prove in linea. Specialista nelle corse contro il tempo, spingeva rapporti durissimi con una facilità disarmante, e vinse nella sua carriera 68 prove a cronometro. Fu il primo a battere il record dell’ora di Fausto Coppi, ma, a differenza del campione italiano, non ha mai conquistato medaglie d’oro ai mondiali su pista. 

1)  Eddy Merckx Sicuramente un campione che non ha bisogno di presentazioni: è senza dubbio il più forte ciclista di tutti i tempi, un corridore che andava alla grande su ogni terreno, che non aveva punti deboli. Sul suo “passo” ha costruito molte delle sue vittorie, riuscendo a tenere un ritmo elevatissimo per svariati km: si dice che in alcune occasioni gli avversari erano costretti a darsi il cambio alla sua ruota per riuscire a tenere la sua velocità e non staccarsi. Vincitore di innumerevoli corse su strada, in pista ed anche di ciclocross, è colui che incarnato più da vicino il mito del “Ciclista perfetto”.

 

6 Comments

  • Non sono d’accordo sul profilo di Merckx (aveva un debole: la salita!) e di Moser (definirlo il più forte cronoman italiano è alquanto azzardato e non corrispondente ai fatti: conto Baldini e, soprattutto, Coppi avrebbe sempre perso)!

    • Non hai seguito le corse di Merck altrimenti ti rendersi conto che era un corridore completo e, pur non essendo uno scalatore puro, con la grande potenza del suo passo è riuscito a staccare i più grandi scalatori della sua epoca.

  • Jan Ullrich non ci potrebbe stare in questa classifica?
    Moser mi pare un po’ troppo in alto in classifica, non ho fatto in tempo a vederlo correre ma ho visto Indurain, davvero lo consideri migliore di Indurain e Coppi?

    • Ullrich diciamo che si piazza ai piedi della top ten, potrebbe essere uno dei primi esclusi… Moser è stato uno dei migliori cronoman di sempre: regolare, potente, pioniere della tecnologia moderna, ai suoi tempi era semplicemente micidiale.

  • Sono pienamente d’accordo con questa classifica, soprattutto per quanto riguarda Merckx. Non so bene quanto fosse forte Coppi, ero troppo piccolo e non seguivo il ciclismo, ma so bene quanto fosse forte Eddy, che si è dovuto scontrare con una miriade di ciclisti fortissimi (non solo Gimondi), annichilendoli su tutti i terreni in modo terrificante. Altro che debole in salita, chiedere al signor Vittorio Adorni, quanto fosse debole.

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