Tra passato e presente: presentazione Liegi-Bastogne-Liegi 2017

Continua il viaggio del ciclismo nella terra promessa del Belgio. Dal pavé e i muri delle Fiandre, si fa tappa nelle Ardenne. Una settimana intensa, con le côtes di Amstel Gold Race e Freccia Vallone a fare da contorno alle feste pasquali, che si concluderà con la Regina delle Ardenne: la Liegi-Bastogne-Liegi.

Ci sono salite e salite, côtes e côtes. Quelle severe ma non proibitive dell’Amstel, dal retrogusto dolce un po’ come una tipica birra olandese, fino a quelle valloni, in cui spicca il gigante Muro di Huy. Lungo le strade che si snodano tra Liegi e Bastogne, le Ardenne si presentano nella veste più nobile. Percorsi che racchiudono le difficoltà fiamminghe e valloni, asperità più o meno lunghe e impegnative, estremamente diverse da Grammont e Cauberg. La Liegi si deciderà su mostri sacri come Redoute, Roche-aux-Faucons e Saint Nicolas. Una classica, la quarta Monumento della stagione, che più si adatta agli scalatori. Un gustoso antipasto di Giro d’Italia in una corsa che negli anni è diventata la corsa degli italiani.

Una corsa a tinte azzurre – La Liegi-Bastogne-Liegi è la più antica tra le Classiche Monumento, seconda, per età, solo alla Milano-Torino. La Doyenne (“Decana”) fu fondata nel lontano 1892, anno in cui il belga Leon Houa portò a casa il primo dei suoi tre trionfi. Sospesa dal 1894 al 1907 e durante i conflitti mondiali, la Liegi soffrì fino agli anni ‘50 la concorrenza della Freccia Vallone, ben più prestigiosa oltre confine. Successivamente, la Decana guadagnò sempre più appeal fino a diventare la Regina delle Ardenne. La Liegi è anche chiamata la corsa degli italiani. Un legame, quello tra la classica belga e il nostro Paese, che va oltre lo sport e il ciclismo. A Liegi e dintorni, infatti, è presente una numerosa comunità di emigrati italiani. Storie di connazionali vittime dell’Italia post Seconda Guerra Mondiale, partiti alla volta del Belgio in cerca di quei sogni svaniti con la fame e la povertà. I “musetti neri” italiani, quelli che si spaccavano la schiena nelle miniere di carbone, quelli morti e umiliati nella strage di Marcinelle, quelli che, grazie al ciclismo, hanno vissuto momenti di rivalsa sociale e di rivincita. La vittoria nel 1965 di Carmine Preziosi, italiano emigrato a Charleroi, fece da preambolo ai successivi 11 successi azzurri. Nessuno come noi, ad esclusione dei padroni di casa belgi. Il plurivincitore della corsa, manco a dirlo, è Eddy Merckx dall’alto dei suoi cinque successi dal 1969 al 1975. A quota quattro segue Moreno Argentin con il tris ‘85-’86-’87 e il poker nel 1991. Con tre vittorie spiccano i belgi Leon Houa, Alfons Schepers, Alfred De Bruyne oltre ad Alejandro Valverde, a caccia della quarta affermazione dopo il pokerissimo ottenuto alla Freccia Vallone.

Il percorso – L’edizione numero 103 della Liegi-Bastogne-Liegi abbandona le novità recenti per riabbracciare la tradizione. Percorso duro e selettivo, come la storia insegna. Partenza da Liegi per far rotta a Bastogne, prima di imboccare la via di ritorno verso Ans. I chilometri di gara saranno 258, più impegnativi rispetto alle ultime edizioni. Dopo il fallimentare esperimento dello scorso anno, gli organizzatori di ASO cancellano la Côte de Rue Naniot, uno spauracchio che aveva tenuto la corsa troppo bloccata fino alle ultimissime fasi. Si torna all’antico, una filastrocca che recita Col du Rosier, Col du Maquisard, Redoute, Roche-aux-Faucons e Saint Nicolas a rendere imprevedibili gli ultimi 60 km prima dello strappo finale verso il traguardo di Ans. Le novità del 2017 si chiamano Côte de Pont (1 km al 10,5%), Côte de Bellevaux (1,1 km al 6,8%) e Côte de la Ferme Libert (1,2 km al 12,1%). Le tre salite sono inserite dal km 168 al km 180, poco prima del Col di Rosier. Un modo per fare ulteriore selezione prima delle salite simbolo della Decana.

Analisi tattica – Una Liegi 2017 che si preannuncia particolarmente dura, forse la più impegnativa nell’ultimo decennio. Le tre nuove salite inserite nelle fasi iniziali scremeranno il gruppo prima delle dure pendenze di Redoute, Roche-aux-Faucons e Saint Nicolas. Decisiva potrebbe rivelarsi proprio quest’ultima asperità, meglio conosciuta come la salita degli italiani. Lo scollinamento è posto a 4 km dal traguardo, 2 dei quali in discesa fino allo strappo finale di 1,5 km verso Ans. Un colpo di mano non sarebbe da escludere. Difficile, invece, che la corsa possa decidersi sulla Redoute, salita simbolo della Liegi che nel nuovo millennio ha adottato il ruolo meno nobile di “spartiacque”. Improbabile, ma non impossibile, un attacco sulla Roche-aux-Faucons, posta a 18 km dall’arrivo. In ogni caso, la tendenza di questo 2017 è l’attacco da lontano (vedasi Fiandre, Roubaix e Amstel), motivo per cui non è da escludere l’ipotesi di un gruppetto che possa sganciarsi a 30/40 km dal traguardo. Il punto chiave, a prescindere dalla condotta tattica delle varie squadre, sarà il Saint Nicolas, salita impegnativa e ben posizionata nel percorso. Le precedenti côtes, invece, potrebbero riservare sorprese tagliando fuori qualche pesce grosso. Su un percorso duro come questo tutto è possibile.

Luca Pulsoni
Marco Pantani mi ha fatto innamorare del ciclismo, la bicicletta della libertà e delle nostre terre. Non so se la bici mi porti via da o verso qualcosa, so solo che è un bellissimo viaggio con me stesso.

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